Settimane SRI

Sempre alto l’interesse per l’ESG dei risparmiatori, ma la SFDR incide poco

Continua a crescere l’interesse degli investitori verso i prodotti sostenibili, anche se, complici una maggiore maturità del settore e il complicato contesto geo-economico, forse la spinta appare meno evidente dello scorso anno. Ben il 57,43% dei consulenti finanziari percepisce un incremento di attenzione da parte dei propri clienti verso gli investimenti sostenibili, ma era il 63% l’anno precedente. Il tutto, in uno scenario che ha fatto enormi passi in avanti negli ultimi anni. E’ quanto emerge dall’VIII edizione della ricerca “SRI: il coinvolgimento consulente-cliente”, realizzata da Anasf, l’Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari, e da ET.Group, The ESG knowledge company, think tank specializzato in sostenibilità e ideatore del salone.SRI, che mira ad analizzare le scelte di investimento dei clienti dei consulenti finanziari e il rapporto tra questi ultimi e la propria rete di appartenenza rispetto alla dimensione ESG.

Tuttavia, “sul fronte dell’applicazione della sostenibilità all’universo finanziario, il 2022 passerà alla storia come l’anno in cui il modello ESG è finito sotto attacco, sia sul fronte mediatico che su quello, in alcuni casi, istituzionale (si pensi alle recenti crociate anti-ESG di alcuni stati americani).” In ogni caso se si volge lo sguardo ai primi risultati della ricerca di sette anni fa la situazione è molto diversa. Basti pensare che oggi solo poco più dell’1% dei professionisti del risparmio ritiene di avere insufficienti conoscenze delle tematiche ESG, contro circa il 30% del 2015. Da allora sono stati fatti notevoli miglioramenti e ora il 57% dei consulenti ritiene di avere conoscenze buone e il 18,7% addiruttura ottime.

L’edizione 2022 dell’indagine evidenzia come quasi 6 clienti dei consulenti finanziari su 10 abbiano mostrato un interesse crescente nei confronti dei prodotti SRI rispetto al 2021 ma che, allo stesso tempo, per la metà dei rispondenti, la classificazione di un prodotto in base al regolamento SFDR (basata sugli ormai noti Articoli 8 e 9) non ha influito sulla scelta Esg del cliente. Inoltre, all’interno di questo campione, la maggior parte dichiara che non sempre il cliente ha compreso i criteri di tale distinzione.  

“Il 2022 ha consolidato le competenze dei professionisti più consapevoli e sensibilizzato numerosi cittadini sui temi SRI. Anasf ritiene che i driver del prossimo futuro siano la formazione e la comunicazione, a partire dai più giovani. È opportuno continuare a puntare sull’accrescimento delle competenze SRI dei consulenti finanziari, per tramite di corsi specifici – quello realizzato da Anasf con Sda Bocconi sui temi ESG ha raggiunto oltre 2.500 professionisti iscritti -, e dei cittadini, con progetti strutturali di educazione finanziaria sostenibile. L’Associazione auspica in un intervento politico e istituzionale sui temi SRI, per raggiungere una più ampia platea, ricordando che la modalità comunicativa per sensibilizzare i risparmiatori oggi è cambiata e necessita di informazioni autorevoli e verificabili, facilmente condivisibili sulle piattaforme di social network e divulgabili trasversalmente tra i risparmiatori, anche per opera di loro stessi”, spiega Luigi Conte, presidente di Anasf.

Ma a fronte dell’affermarsi dell’applicazione dell’analisi Esg degli investimenti, non mancano le insidie. “Con un valore globale di investimenti riferibili ai fattori Esg che secondo il Global Sustainable Investment Alliance nel 2021 ha raggiunto il 36% del totale delle masse in gestione in Usa, Europa, Canada, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, è evidente che l’utilizzo del microscopio ESG sia ormai generalizzato. Questo non deve però far pensare che la partita sia stata vinta. Dopo il periodo di grande euforia che ha caratterizzato il 2021, quest’anno il modello Esg ha subito molteplici attacchi. Si tratta di una fase fisiologica che sta però alimentando la consapevolezza e la maturità del mercato, come dimostra questa ricerca sui consulenti. È confortante che rimanga elevata la richiesta di una migliore informazione e formazione. Come emergerà da salone.SRI 2022, la strada che il sistema Esg sta perseguendo, è quella di alzare la qualità di player, strategie e prodotti. Questo farà pulizia, indebolirà i critici e renderà gli Esg ancora più forti nel 2023”, aggiunge Luca Testoni, fondatore del salone.SRI.

L’indagine – presentata il 15 novembre al Palazzo delle Stelline di Milano durante il salone.SRI con la tavola rotonda, delle ore 15.45, “Consulenti di fronte al cliente. Il mercato e le sfide 2022” – indica anche che in tema di identità aziendale (impegno, azione, cultura), il 39% dei rispondenti definisce la propria rete “molto coerente” con i principi Esg che professa nei prodotti; il 57% la ritiene “abbastanza coerente” mentre solo il 4% dichiara invece un’identità “per nulla coerente”.

Durante il 2022, hai percepito maggiore interesse tra i tuoi clienti sui prodotti SRI rispetto al 2021?

Fonte: SRI: il coinvolgimento consulente-cliente, Anasf e ET.Group.

Ma la maggiore consapevolezza verso le tematiche di sostenibilità ha fatto crescere anche il desiderio di coerenza da parte dei risparmiatori verso i prodotti e le società di asset management che li gestiscono: oltre la metà (57%) dei rispondenti ha notato un maggiore interesse dei clienti verso il livello Esg delle case di gestione rispetto allo scorso anno. E i consulenti hanno inoltre interesse che la propria rete abbia abbracciato in modo coerente i temi della sostenibilità.

Ritiene che la sua rete sia coerente, in termini di identità aziendale (impegno, azione, cultura), con i principi Esg che professa nei prodotti?

Fonte: SRI: il coinvolgimento consulente-cliente, Anasf e ET.Group.

Venendo al livello di informazione tra i professionisti della consulenza finanziaria, il 57,5% del campione ritiene di avere una buona conoscenza delle tematiche ESG, mentre il 19% dichiara un’ottima conoscenza; un quarto dei rispondenti si colloca invece tra chi ha una conoscenza sufficiente (il 22,50%) o insufficiente (1,25%).

Qual è il tuo (del consulente) grado di conoscenza deIle caratteristiche ESG diun prodotto?

Fonte: SRI: il coinvolgimento consulente-cliente, Anasf e ET.Group.

Comparando il dato con quello 2021, emerge come torni a salire la quota di consulenti che ritiene di avere una buona conoscenza delle tematiche ESG, a fronte di una sostanziale diminuzione di chi la ritiene sufficiente e a un quasi azzeramento di chi la reputa insufficiente. La formazione continua a essere ritenuta un ambito di miglioramento – oltre il 50% dei consulenti la ritiene migliorabile –, mentre solo un terzo dei rispondenti ha ricevuto dalla propria rete strumenti di valutazione e conoscenza dei prodotti ESG, e in misura ancora minore specifiche piattaforme di analisi. Infine, circa i due terzi dei rispondenti dichiara di aver notato una maggiore attenzione dei media rispetto all’anno precedente alle tematiche ESG.

Fonte: SRI: il coinvolgimento consulente-cliente, Anasf e ET.Group.

E le gli ambiti di miglioramento che i consulenti vorrebbero dalle proprie reti sono maggiore informazione, maggiore formazione, un migliore sistema di remunerazione e un incremento della gamma di prodotti sostenibili offerti.

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