Contributi Inps da pagare

Chi si avvale del ravvedimento fiscale dovrà comunque pagare le sanzioni contributive. La circolare dell’Istituto illustra la casistica e le modalità di riscossione dei tributi

Il nuovo ravvedimento operoso, introdotto dalla legge di Stabilità 2016, non sana le violazioni previdenziali. Pertanto, chi se ne avvale sconta le sanzioni solo ai fini fiscali, mentre paga per intero quelle contributive. Lo precisa l'Inps (circolare n. 140 del 2 agosto), illustrando gli effetti ai fini previdenziali degli istituti per la definizione agevolata degli accertamenti fiscali. Brutte notizie pure per chi si è avvalso della chiusura delle liti fiscali pendenti al 31 dicembre 2011. La misura non è agevolata ai fini Inps: chi ha rinunciato al contenzioso con l'Agenzia delle entrate pagando un forfait (al massimo il 50% delle maggiori imposte), deve versare per intero i contributi alla gestione commercianti.

Tasse e contributi

In via di principio, l'Inps precisa che l'accertamento fiscale produce effetto ai fini previdenziali. Di conseguenza, sul maggior reddito accertato dall'Agenzia delle entrate, si versano anche i contributi. L'accertamento fiscale quasi mai è definitivo nella forma emessa; infatti, il contribuente può impugnarlo intraprendendo la via giudiziaria e può anche chiudere la partita con soluzioni che, al fine proprio di ridurre il contenzioso, sono agevolate con uno sconto di tributi e sanzioni. Ebbene, la circolare illustra se, quando e come queste soluzioni hanno efficacia ai fini previdenziali.

Mediazione

E’ valida per le controversie fino a 20 mila euro. Con la mediazione tributaria chi ritiene di avere ricevuto un atto illegittimo può far ricorso all'Agenzia fornendo anche una proposta motivata di rideterminazione della pretesa tributaria. Quando accolta, la mediazione rileva anche ai fini del calcolo dei contributi previdenziali.

Accertamento con adesione

L'accertamento con adesione attribuisce agli uffici finanziari la possibilità di definire, in fase precontenziosa e in contraddittorio con il contribuente, le pretese tributarie rideterminando la base imponibile e applicando sanzioni in misura ridotta. Se va a buon fine, il nuovo reddito rileva ai fini contributivi.

Acquiescenza

Quando il contribuente che ha ricevuto un avviso di accertamento rinuncia a impugnarlo, viene premiato con la riduzione a un terzo delle sanzioni (un sesto per gli atti notificati entro il 31 dicembre 2015). L'acquiescenza rileva ai fini contributivi.

Ravvedimento operoso

La legge di Stabilità (n. 208/2015) ha esteso l'ambito di applicabilità del ravvedimento operoso, che consente all'autore della violazione di rimediare spontaneamente beneficiando della riduzione delle sanzioni. Tale istituto non sana le violazioni previdenziali: sui contributi dovuti, quindi, vanno calcolate e pagate le sanzioni civili in misura intera.

Chiusura agevolata liti pendenti

L'istituto è stato operativo per la risoluzione delle liti giudiziarie con l'Agenzia delle entrate, di valore non superiore a 20 mila euro, pendenti al 31 dicembre 2011, mediante il versamento di una somma forfettaria di 150 euro per liti fino a 2 mila euro e in percentuale (dal 10 al 50%) per importi tra 2 mila e 20 mila euro. Secondo l'Inps la lite così definita non ha efficacia ai fini previdenziali. L'istituto, pertanto, procede a riscuotere i contributi calcolati sull'ammontare originariamente accertato, tramite Avviso di Addebito (o cartella esattoriale).